I Tifosi del Club Biancoverde

Narrare le avventure del tifo biancoverde dagli anni venti a oggi meriterebbe un libro o un sito web a parte, tuttavia è bene dare uno spazio dedicato a quello che spesso si è rivelato un vero e proprio dodicesimo uomo in campo. Era solito per gli sportivi radunarsi per commentare le partite della Virtus nello storico Bar Club Biancoverde gestito da Lionello Dominici; il locale è stato per decenni il punto di riferimento e di ritrovo per gran parte del tifo ascianese.
Anche Giovanni Tozzi autore del libro "La Mia Virtus e il Mio Calcio" , dedica un capitolo al tifo biancoverde, menzionando alcuni personaggi "capi popolo" che spesso stimolavano l'incitamento di tutto il pubblico.
Il vecchio stadio Marconi agevolava il compito dei sostenitori, i quali a ridosso della rete di recinzione, riuscivano quasi a stare in contatto con gli atleti e l'arbitro formando una vera bolgia.
Fondamentale era anche l'ubicazione dell'impianto sito in ad Asciano centro, cirdondato da colli dove tutto fa eco e le voci rimbombano, facendo assomigliare lo stadio ad una sorta di bunker.
Era normale che la squadra ospite (e anche gli arbritri) fossero condizionati dal quel "calore".
Negli anni ottanta (del novecento) La media dei paganti si aggirava intorno alle quattrocento persone, un enormità dato che le categorie dove la Virtus militava (Prima o Seconda categoria).
In quei tempi i giovani tifosi ascianesi si erano organizzati sotto un gruppo denominato "Boys" capeggiato dal Massei e dopo qualche tempo il leader divenne A.De Gortes (figlio del noto Aceto) con il famoso striscione "Erotic Group Boys ultras Asciano ".

Boys Asciano
Boys è un appellativo che abbiamo sempre adottato negli striscioni anche dopo che ufficialmente la "curva" si sciolse.
I classici cori inneggiati dai Boys erano: "Roberto Penaglia è un grido di battaglia!", oppure, "Siamo i boys siamo gli ultrà sempre cantiam e oh oh forza magica Asciano" .
Nel campionato 1988/1989, quando la Virtus era ai vertici della classifica di prima categoria e si contendeva il "trono" con il Chianciano e la Nuova Grosseto, allo Stadio Marconi di Asciano avvenne uno dei più memorabili incontri di tutta la storia del calcio dilettantistico nazionale.
La partita in questione era tra la Virtus Asciano e il Chianciano entrambe seconde in classifica. L'avvenimento richiamò alcune emittenti televisive locali e un enorme affluenza di pubblico che si aggirava intorno alle 1000 persone! (Video V.Asciano-Chianciano).
In quell'occasione il prezzo del biglietto arrivò a £ 10.000 (tantino per l'epoca), ma penso che in quella domenica gli ascianesi accorsi in massa allo stadio non potevano spender meglio il loro denaro.
Dopo lo svantaggio la partita fu ribaltata e la Virtus Asciano vinse 2 a 1! L'estremo difensore del Chianciano Sig. Pelosin (ex-professionista della serie B), ebbe a dire: "non ho mai visto un pubblico cosi' caldo".
Con il trascorrere degli anni, il trasferimento delle partite ufficiali al nuovo stadio e l'avvento delle pay-tv, l'affluenza del pubblico si è sempre ridotta. E' vero che il nuovo impianto garantisce un maggior gioco per gli atleti grazie al manto erboso e alla grandezza del campo, ma per gli spettatori nonostante la comoda tribuna coperta, lo spettacolo è diminuito, le voci di incitamento non suonano più come al vecchio stadio, il vento invernale spesso disturba la visione della partita, insomma non è più come una volta.
E' bene sottolineare che gli esigenti tifosi ascianesi non si sono mai dimenticati della Virtus, e nelle partite importanti come gli scontri diretti, gli spareggi, i play-off (o play-out) il pubblico biancoverde è sempre tornato, vivace come al solito.

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